Trompe l'Oeil


ndistinguibile commistione di inganno e di verità; falso più vero della natura; illusione che ingannando la verità dell’illusione; immagine che mette in discussione la natura stessa dell’immagine.

Il tema ripercorre tutta la storia della pittura in Occidente; nasce nel IV secolo, sotto lo sguardo di Platone (spingendolo incidentalmente alla filosofia), nel momento in cui ci si impadronisce dei principi dell’illusione, per scomparire paradossalmente quando per la prima volta lo si chiama per nome: nel corso del XIX secolo, secolo che segna la fine della tradizione mimetica per dare luogo all’arte moderna, all’invenzione di nuove logiche, alla dispersione delle apparenze; momento in cui il trompe l’oeil scompare dalla storia della pittura per finire da “nessuna parte”, nel limbo della “decorazione”.

( Patrick Mauriès - “Il Trompe l’Oeil, illusioni pittoriche dall’antichità al XX secolo” )

Nato nell’antichità senza che fosse definito con alcun termine, elemento essenziale e fondamentale della la pittura figurativa e di parte dell’architettura fino al IX secolo, il “Tompe l’Oeil” (dal francese “inganna l’occhio”) rappresentava la capacità di servirsi della prospettiva, del colore e delle ombre per creare illusioni prospettiche, raffigurare credibili dimensioni parallele alla realtà o semplicemente per imitare materiali come legno, marmi, graniti, pietre dure e materiali preziosi in genere il cui utilizzo in forma “reale” per realizzare decorazioni, mosaici e tarsie sarebbe stato troppo costoso.
Per architetti, pittori e artigiani il Trompe l’Oeil non costituiva una forma d’arte, ma un raffinato escamotage, una tecnica manieristica intesa come parte integrante e fondamentale della decorazione, una “maniera” ideata per ingannare piacevolmente lo spettatore.


Questa meravigliosa tecnica ci è stata tramandata nei secoli attraverso l’osservazione delle opere dei grandi maestri decoratori e quadraturisti e grazie allo studio dei preziosissimi “segreti di bottega”: piccoli trucchi sulla distorsione della prospettiva, sulla disposizione e sovrapposizione degli elementi sui piani prospettici, sull’utilizzo dei colori e sulla giustapposizione di luci e ombre; insegnamenti senza i quali sarebbe davvero difficile ottenere risultati realistici.

Oggi come nell’antichità l’arte dell’illusione segue una propria strada, distinta dalle critiche e dal mercato dell’arte, diretta solo verso l’ottenimento di un’opera che soddisfi committente e artista artigiano e che si adatti all’ambiente in cui verrà realizzata valorizzandolo ed “arredandolo” con colori, luci e ombre.

Il Trompe l'oeil deve essere inteso come un’opera che tenga conto fin dalla fase di progettazione del contesto in cui verrà osservata: in un’abitazione privata, in un negozio, in un locale pubblico, in un asilo o in un ospedale.

Quest’opera dovrà sempre essere in grado di raccontare attraverso se stessa, l’intento del committente e di creare un’atmosfera piacevole che stupisca, incuriosisca e diverta lo sguardo dello spettatore.

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