Restauri Pittorici


on la parola "restauro" si identifica una serie di operazioni volte alla conservazione dell'opera in oggetto che siano il meno invasive ed il più reversibili possibile.

Che si parli di pittura murale, affresco, pittura su tela o tavola, ci si propone come obiettivo la pulizia, l'eventuale rimozione della patina, la consolidamento del supporto e della pellicola pittorica e, laddove lo si ritenesse necessario, una reintegrazione strutturale e/o pittorica.
In questa sede non ritengo opportuno approfondire il discorso delle "patine", forse di interesse solo per gli "addetti ai lavori".

Nella reintegrazione pittorica che sarà sempre eseguita ricorrendo a materiali compatibili al restauro e pigmenti in polvere dispersi in solventi e leganti idonei all'opera in oggetto, sono previste diverse modalità di intervento:

- Laddove le lacune pittoriche fossero molto estese, e non si avessero documenti che descrivano con certezza l'aspetto dell'opera originale, ci si limiterà alla pulizia ed al consolidamento necessari, evitando tassativamente "riproduzioni" pittoriche sulla base di dubbie conoscenze.

- Ove invece la reintegrazione pittorica necessaria fosse da farsi su lacune puntuali o su zone poco estese di cui conosciamo con certezza l'aspetto originale, si potrà intervenire reintegrando le lacune in diverse tecniche pittoriche:

- ad imitazione dell'originale, im modo che non sia distinguibile l'"originale" dal "restaurato"; solitamente scelto in ambiti privati.


- a tratteggio o ad acquarello, ottenendo un buon effetto estetico, ma rendendo visibile e ben distinguibile l'"originale" dal "restaurato"; tecniche solitamente utilizzate sugli affreschi e comunque in ambiti pubblici.


- in sfumature di grigi, permettendo di reintegrare ampie zone sulla base di conoscenze certe, rendendo ben evidente che si tratta di un restauro; tecnica solitamente utilizzata in ambiti pubblici per restituire ai fruitori dell'opera un'idea di come poteva essere l' "originale", evitando allo stesso tempo l'effetto di una "riproduzione" fuorviante e limitando i costi di una reitegrazione a tratteggio.


Ponendo come punto fermo che il restauro non deve mai essere inteso come un "ripristino" o un grossolano rifacimento o svecchiamento dell'opera in oggetto, per quanto riguarda la scelta della modalità e la quantità di interventi di ripristino pittorico, ci si trova molto spesso a prendere decisioni fortemente rapportate alla destinazione ed all'ubicazione dell'opera ed alle legittime richieste del relativo proprietario o sovraintendente.

Per quanto riguarda gli interventi di restauro in ambito pubblico, si dovrà aprire un dialogo con il Sovraintendente ai Beni Culturali ed operare secondo i dettami di un capitolato che stabilisca tutte le procedure d'intervento ed i relativi materiali, dalla pulizia, al consolidamento, alla reintegrazione laddove prevista.


Circa l'ambito privato, se per esempio l'opera in questione fosse un soffitto liberty di una villa privata, non sottoposto a sovraintendenza dei beni culturali, è consuetudine che il proprietario decida per l'intervento che migliori maggiormente l'estetica del soffitto.
Solitamente il proprietario desidera che oltre al consolidamento ed alla pulizia del "materiale originale", si vada ad integrare le lacune pittoriche, a volte molto estese, quanto più possibile ad imitazione dell'originale.
E' molto raro che in ambito privato si decida di non reintegrare le lacune pittoriche, o si ricorra alla reintegrazione a tratteggio, a quella ad "acquarello" o al bianco e nero.

Atelier Donelli sarà sempre a vostra disposizione per capire insieme, quale modalità si addica maggiormente alle vostre esigenze ed opererà con professionalità dando garanzia di un lavoro eseguito a "Regola d'Arte".

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